LA FORTEZZA DI MONTEPULCIANO

La Fortezza di Montepulciano, lo storico Castrum Politianum, è situata nel punto più alto della città in una zona dove pare si trovasse in epoca romana un tempio dedicato a Mercurio.

La sua presenza è già documentata nel VIII secolo. Inoltre, alcune pergamene dell’epoca relative ad una controversia tra i vescovi di Arezzo e Siena, evidenziano che il “Castrum” esistesse già prima dell’invasione dei Longobardi. Si suppone che la fortificazione, a seguito dell’occupazione longobarda, divenne sede di una “centena” con a capo un centenario avente funzione giudiziaria nel territorio.

Per ciò che riguarda la sua struttura nei secoli VI, VII e VIII, si suppone che la stessa presentasse un tipo di costruzione molto simile ad altre fortificazioni coeve presenti nel territorio con caratteri prevalentemente militari e difensivi dei “castella” bizantini e longobardi, composti generalmente sul modello organizzativo dei castra romani.

Dopo la vittoria dei Ghibellini, nel 1261, il vecchio sistema difensivo venne totalmente demolito e ricostruito seguendo gli influssi dei modelli delle fortificazioni sveve, dando una definitiva impronta di fortezza.

Nel secolo XIV la fortificazione subì un ulteriore intervento con la costruzione del Cassero, che diviene la torre più alta dell’intero complesso. Il Cassero, nei tempi antichi, rispondeva a funzioni abitative ed era suddiviso in vani sovrapposti che comunicavano tra loro per mezzo di botole incolonnate e successivamente da scale prima in legno e poi in pietra ricavate nello spessore del muro. Ancora oggi è possibile vedere all’interno dell’antico corpo di guardia una stretta scala ricavata nello spessore del muro che congiungeva il corpo di guardia dislocato al piano terra, la sala d’armi ed il magazzino con il primo piano, residenza del signore che fungeva all’occorrenza da sala di giustizia; sopra i locali di abitazione, lo spazio aperto serviva per la precipua funzione del mastio, come torre di vedetta e di difesa. Nei sotterranei si aprivano la cisterna, i magazzini e la prigione.

Per quanto concerne i secoli XV e XVI, la Fortezza non subisce mutamenti sostanziali. La Fortezza successivamente al terremoto del 1614 decadde in un notevole degrado e, tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo venne adibita, secondo le fonti catastali e iconografiche, ad altre funzioni, esaurendo, il cassero e la cinta muraria, la loro funzione strategica.

Nel 1881 la Fortezza venne acquistata per pubblico incanto dal Cav. Francesco Saverio Melissari, che la scelse sia per la sua posizione prestigiosa sia per le sue dimensioni che si adattavano ad ospitare uno stabilimento per la produzione del baco da seta. Nel 1885 la Fortezza venne quasi completamente rifatta dal senese Ing. Augusto Corbi per ospitare la sede dello Stabilimento Bacologico del cav. Melissari.

Gran parte dell’edificio attuale risale quindi alla fine dell’800. Una volta chiuso l’Istituto Bacologico, nel 1908, la Fortezza subì ulteriori passaggi di proprietà.

Nel 1935 la Fortezza e tutti i terreni adiacenti vennero riacquistati dal Comune di Montepulciano che la destinò a sede del Liceo – Ginnasio.

Tale è rimasta fino al 1982 quando, spostato il Liceo Scientifico Sangallo in altra sede, è stata creata la cosiddetta Sala “Marceau”, intitolata proprio al grande artista che la utilizzò per seminari e spettacoli.

(notizie storiche tratte da: “Fortezza e liceo Classico a Montepulciano”, Editori il Grifo, e “Guida di Montepulciano” Editori il Grifo).

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MUSEO CIVICO – PINACOTECA CROCIANI

Il Museo di Montepulciano occupa, dalla fine degli anni ’50, il gotico Palazzo Neri-Orselli e si trova in Via Ricci, già Via della Mercanzia, direttrice che collega Piazza Grande con il piazzale antistante la Chiesa di San Francesco.
L’intitolazione a Crociani è conseguenza del lascito di quasi duecento dipinti che il Primicerio della Cattedrale Francesco Crociani alla sua morte, avvenuta, nel 1861, volle che fossero destinati alla comunità.
Le antiche opere provenivano per lo più dalle chiese poliziane e andarono a formare il nucleo principale del museo, arricchito in seguito da ulteriori lasciti e depositi.

Dopo il restauro degli spazi espositivi, concluso nel 1999, l’attuale percorso si apre con una sezione archeologica che presenta materiali etruschi provenienti dalla necropoli di Acquaviva e dalla collezione Bucelli.
Il seminterrato conserva memorie civiche e lapidee e ceramiche medievali.
La pinacoteca si apre con le opere più antiche, tra le quali spiccano il San Francesco di Margheritone D’Arezzo, la Madonna col Bambino attribuita al Maestro di Badia Isola e l’Incoronazione della Vergine di Jacopo di Mino del Pellicciaio. Seguono alcuni dipinti cinquecenteschi, come la Sacra famiglia del Sodoma e l’Allegoria dell’Immacolata Concezione di Giovanni Lappoli.
Una suggestiva sezione è dedicata alle pale in terracotta invetriata policroma realizzate da Andrea della Robbia, per Montepulciano.

In una saletta riservata è possibile ammirare due capolavori, la Madonna col Bambino in trono di Luca Signorelli e il Ritratto di gentiluomo – forse Scipione Borghese – recentemente attribuito a Caravaggio.
Al piano superiore l’allestimento “a incrostazione” restituisce l’atmosfera della quadreria del Crociani, organizzata per generi. Tra gli autori di maggior richiamo, Spadarino, Giovanbattista Naldini, Prospero Fontana, Giusto Sustenrmans e Francois Xavier Fabre, Abraham Bloemart e Cristoforo Munari.
Nel vano scala si trova una sezione poliziana dedicata ai paesaggi e alle vedute della città tra Sette e Ottocento. Il percorso si chiude con un corridoio allestito a mo’ di studiolo con dipinti di piccole dimensioni su vari supporti e alcune tele ottocentesche di tono teatrale.

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