La mostra

Il progetto della mostra è stato concepito e proposto da collezionisti privati che insieme alle organizzazioni del territorio hanno individuato la Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte come soggetto attuatore dell’esposizione. L’idea è emersa a seguito delle analoghe esperienze che negli ultimi hanno fatto di Montepulciano una città protagonista nel panorama artistico italiano, ottenendo notevoli riscontri anche in ambito internazionale. Dopo la mostra “Macchiaioli a Montepulciano” (anno 2010) e “Giorgio de Chirico. Il ritratto” (anno 2013), si persegue l’obiettivo di rilanciare l’attività culturale di Montepulciano, così da arricchire la sensibilità del territorio ed integrare al contempo l’offerta turistica destinata agli ospiti nazionali ed internazionali. Per garantire un’adeguata autorevolezza scientifica al percorso, sono stati coinvolti nel ruolo di curatori due esperti di arte. La professoressa Silvestra Bietoletti, storica dell’arte, docente, autrice di saggi e volumi prestigiosi, è curatrice blasonata ed esperta della scuola pittorica dei Macchiaioli. Roberto Longi, docente e direttore del Museo Civico di Montepulciano – Pinacoteca Crociani, vanta numerose esperienze nella curatela di mostre ed eventi espositivi. La mostra prevede la collaborazione di Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte, Fondazione Musei Senesi e Rotary Club Chianciano-Chiusi-Montepulciano.

Il Progetto espositivo

Dalla ‘macchia’ al Decadentismo. Dipinti privati nelle terre del Poliziano: il titolo illustra con chiarezza il tema della mostra e il periodo storico cui appartengono le circa cento opere presentate a Montepulciano nelle sedi del Museo Civico Pinacoteca Crociani e della Fortezza. Dipinti e disegni provenienti dalle raccolte di collezionisti legati alla terra della Val di Chiana senese, e che sulla scia del successo dell’esposizione Macchiaioli a Montepulciano. Capolavori e inediti privati, allestita nel 2010, hanno deciso di prestare le loro opere proseguendo nella linea di generosa disponibilità già dimostrata in quell’occasione. L’itinerario della mostra, che prende l’avvio da un dipinto del macchiaiolo Giuseppe Abbati per giungere ai quadri novecenteschi di Adolfo Tommasi, di Plinio Nomellini, del cetonese Lionello Balestrieri, si sofferma su alcuni degli argomenti di maggior suggestione fra quelli che più hanno ispirato gli artisti e sollecitato le loro ricerche: il paesaggio, il ritratto, la vita dei campi, la veduta urbana. Al nucleo dei pittori che a Firenze negli anni Sessanta dell’Ottocento elaborarono la ‘macchia’, seguono i protagonisti del Naturalismo toscano e quindi gli artisti più impegnati, sull’onda delle istanze del nuovo secolo, nel rinnovamento dei linguaggi pittorici. La mostra è arricchita da una nutrita sezione di disegni, alcuni dei quali preparatorî a famosi e importanti dipinti come nei casi del carboncino Butteri in Maremma di Giovanni Fattori e di Mercato Vecchio di Telemaco Signorini, o di Sole a Seravezza di Filadelfo Simi, di cui vengono esposte le varie fasi di elaborazione dal primo ‘tocco in penna’ al disegno per la trasposizione sulla tela.

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